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NON CREDERE... - Buddha-Kremmerz

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A cura di Orpheus

Pubblichiamo, assieme alla massima del Buddha che in buona sostanza esprime lo stesso concetto, il più che noto monito di Kremmerz che ha per titolo “Non credere”, da molti ritenuto fino a non molto tempo fa esclusivo frutto del suo insegnamento. Dal confronto non è difficile constatare che Kremmerz si ispirò con chiara evidenza a questa stessa massima nel compilare il celebre passo. Crediamo interessante il confronto dei testi per poterne approfondire contenuto e messaggio, di alto valore ermetico e spirituale, molto conosciuto quanto poco messo in atto.

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Un Maestro della Fratellanza e Schola di Miriam e dell’Ordine Egizio - Ugo Cisaria

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Per Onorare i MAESTRI che emergono per la loro Dignità e Sapienza Solare Intelligente delle Scienze Divinizzanti l'Uomo e di Sintesi Cillenia Mercuriale olistica del TUTTO, UOMO-UNIVERSO, ho elencati nel mio Libro Nomi e Figure, Uomini Integri che per tutta la loro vita da Missionari, nelle loro  Intelligenti e Sapienti semine, hanno contribuito a mantenere VIVO il FUOCO SACRO PERPETUO delle VERITA', della TRADIZIONE UNICA; ETERNO ed  Immutabile dei MAESTRI e PONTEFICI della Tradizione Egizia Osiridea, che il Maestro e Pontefice KREMMERZ scrive con VIVENTI NUMI della GERARCHIA che "Vigila e non si estranea", quali OCCHI di LUCE, dalla SCHOLA ERMETICA e dall'ORDINE EGIZIO. 

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Julius Evola, tra Ascesi e Teurgia - a cura di Luca Valentini

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Venerdì 5 febbraio, ore 18.30, presso la Libreria Ibis di Bologna si terrà un incontro sul pensiero evoliano con i seguenti relatori:
- Stefano Sogari, presenterà il nuovo libro di Roberto Incardona “Il sentiero degli Ariya” per la collana Arcana della Casa Libraria Edit@, incentrato profondamente sugli studi del filosofo tradizionalista sulle tecniche meditative d’Oriente e d’Occidente;
- Daniele Laganà e Luca Valentini presenteranno lo speciale di Vie della Tradizione su Evola, contenente gli atti del convegno di Napoli del 21 giugno 2014, nel quarantesimo anniversario della scomparsa, organizzato dal sito web EreticaMente.net e dall'Ass. culturale IlCervoBianco.
INGRESSO LIBERO E GRATUITO!
Per info e contatti scrivere a:
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magia, riti cultuali e simbologie sconosciute - Stefano Mayorca

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Tumuli a effigie

All’inizio del capitolo abbiamo parlato brevemente dei tumuli a effigie, le cui raffigurazioni rappresentavano varie specie animali. Questi si trovano su collinette artificiali o su creste naturali che dominano le valli fluviali e quasi sempre sono raggruppati senza alcuna apparente regolarità. Nella parte meridionale del Wisconsin si calcola ve ne siano almeno 5000 variamente foggiati, anche a forma umana oltre che animale. Vi è, ad esempio, un felino lungo 150 metri e un grande uccello con un’apertura alare di circa 200 metri. In molte di queste effigi sono stati scoperti resti umani sepolti nei punti anatomici principali dell’animale: il cuore, l’anca, il ginocchio, la testa e i lombi. Il simbolismo rituale è evidente e allo stesso tempo oscuro. Forse esistono implicazioni magico-rituali di stampo sciamanico relative alla trasformazione dello stregone che assume sembianze animali (ricordiamo in proposito gli uomini giaguaro connessi alla cultura Calchaquì), come avveniva nell’ambito della cultura magica mesoamericana. Tra le figure di animali ve ne è una molto particolare: si tratta di una grande aquila di sassi. 

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Ignis Mavortis – Decio Palmato Severo

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Ignis Mavortis è vedere con la pupilla dell’aquila le nubi minacciose all’orizzonte e non prendere il volo quando gli altri lo fanno.

Ignis Mavortis è colloquiare con la propria ombra. Se il sole splende alto e dentro te la tua ombra non ti tradirà mai.

Ignis Mavortis è saper riporre la spada della lingua nel fodero del silenzio e far parlare i soli fatti.

Ignis Mavortis è rifiutare una giornata di pioggia quando gli altri la subiscono passivamente.

Ignis Mavortis è ispirarsi al girifalco; egli vive per il volo di un giorno e non per i giorni del volo.

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