Specchio incantato della Divina Imago
Nella notte più lunga dello spirito che anela alla luce, è riposto il divino incanto dell’anima sublimata nell’Invisibile. Le orde di tenebra che tentano di ghermire la luce sono in agguato nell’ombra, tra l’Alto e il Basso, tra l’umbratile limo e la terra radiosa. “Vi sono in cielo e in Terra assai più cose, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”. Con queste parole, pronunciate dal principe Amleto nell’opera omonima, scaturita dall’impareggiabile genio William Shakespeare, l’autore conferisce al suo personaggio corpo, materia e spirito. Una sorta di alchimia vivificante volta a rendere manifesta la figura del protagonista. Parole profonde, espressione intima di un sapere che allude, in maniera incontrovertibile, a una dimensione parallela simile alla superficie riflettente di uno specchio, in cui tutti i raggi convergono insieme, allo scopo di concretare l’immagine speculare: l’imago, il doppio.