Le Ass. Tre Orizzonti e La Città del Sole, in via G. Maffei 18 (ex-asilo Filangieri) Napoli – una traversa della famosa via S. Gregorio Armeno, ospiteranno il Simposio sul tema:
Fra i diversi punti di vista sotto cui si può considerare l'Iniziazione, è quello della revulsione interiore che, oggi, si vede in termini di Psicologia del Profondo (la quale in effetti è afferente a uno stato mediano dell'essere notomizzato).
Avvi una certa corrispondenza fra ciò che dagli Alchimisti è detto NERO ALCHIMICO, e quelle reazioni psicologiche - cui fan riscontro quelle del mondo esterno di relazione - che terrorizzano e talvolta portano al suicidio l'incauto e/o sprovveduto mista.
"Un giorno, quand'ero ancora NOVIZIO, chiesi a! MAESTRO un TALISMANO che mi liberasse da la PAURA della NOTTE, che coglie, nelle TENEBRE dell'IGNORANZA, i MISTI maldestri.
Egli, allora, preso, fra i ciottoli variopinti della riva marina, un sasso triangolare, mi disse: questo ti libererà da ogni angoscia.
Domandai: non è forse la mia fede a operare il miracolo? No, rispose, non la tua fede, poiché tu puoi anche non credere, al sasso, e pure, avendolo teco, non sarai preso da timore, giacché in esso è impressa la mia VOLONTÀ che ti fa libero".
(Dal "Corpus Philosophicum Totius magiae restitutum")
Il profano che getti un’occhiata in un qualsiasi libro di alchimia, nel tentativo di tentarne la decifrazione, finisce sempre col ritrarsi rassegnato e deluso dinanzi al gergo misterioso, irto di termini incomprensibili e infiorato di simboli oscuri che pure presentano un fascino arcano.
Questi libri insegnano realmente la fabbricazione dell’oro? Ed è proprio il miraggio della ricchezza che induce certi studiosi a trascorrere la vita su quei libri?
L’uomo moderno, scanzonato e disincantato, comprende bene che l’oro si può guadagnare assai meglio di quanto non lo si possa fabbricare; la fabbricazione dell’oro alchimico simboleggia la conquista della Regalità Divina e cioè di una condizione dell’essere assolutamente impersonale, in quanto divina e regale.
La castità, come esercizio mentale, più che come fatto di astinenza è considerabile e da considerarsi quale intuizione del principio della Limitazione della Spinta Naturale. Quanto più il Figlio è riassorbito dal Padre (Significato della Resurrezione), tanto più si attutisce, si riduce la Spinta Illimitata, per infine venire affatto meno. Alla obbedienza all'Archetipo si sostituisce la visione dell'Immagine. Naturalmente si determinano fasi intermedie caratterizzate dalla vaga coscienza dell'immagine e dalla sua indiretta visione. L'espressione « castità » ha un valore squisitamente mentale e filosofico, libero essendo il praticante e l'iniziato nei suoi rapporti, giacché nessun effetto ha l'umano adoperarsi ovvero astenersi, nei confronti del piano dell'« amore divino »! Comunque vale il principio che l'iniziato deve rimanere nell'integro possesso e dominio delle proprie facoltà; quindi non castrarsi. Si evidenzia perché l'Opera Alchimica sia opera di creazione completa.