10a lettera (Alla figlia)
9 febbraio 1920
(Parlando del nipote Pasquale, venuto ai mondo sulla fine del 1919) ... questo secondo figlio non è della nostra né della famiglia di suo padre. Se sviluppa, è un'intelligenza di prim'ordine, ma tale un ribelle che la sua vita e il suo avvenire diventeranno storici; sarà un rivoluzionario di primissimo ordine, specie se la sua venuta risponde ad una piccola missione sconvolgente. Tra lui e il fratello vi è un abisso come carattere, come indole, come energia, come azione. Che la mamma ne sia persuasa e preparata. Mi si dice che è nato un po' gracile, ma diventerà forte e resistente, e di tale coraggio civile che farà paura e incuterà terrore, dove si mette ad agire deciso e di fronte. Costui non si ammoglierà (Beato lui) e la donna non agirà su di lui come fattore di tolleranza e come impedimento. Passerà di sopra anche all'affetto paterno e materno appena avrà delineato il suo carattere di battaglia che sarà tra i 18 e i 20 anni.