Nell’Introduzione agli Aurea Carmina, scritti da attribuire presumibilmente ad ambienti medio-pitagorici risalenti ad un periodo che può essere ricondotto tra il I sec. a.C. ed il II d.C., e di natura, peraltro, più moralistico-precettistica che iniziatica, Julius Evola pone, come è evidente, una quaestio di grandissima rilevanza spirituale: ed è quella della scelta delle Tradizioni!
Ciò assume il significato dello stesso problema del discernimento che è l’anticamera dell’autentica ed inevitabile domanda che si pone colui il quale intraprende un certo Cammino: chi sceglie e che cosa sceglie? Evola non si pone tali quesiti poiché dà per acquisito lo status naturae successivo o, comunque, comprensivo e della Domanda e della risposta.