Il solstizio d’inverno corrisponde a un evento importante, il cui valore astronomico, simbolico e sacrale coincide con la “nascita”, o “rinascita” del sole, dopo la lunga fase discendente, o “calante”, cominciata con il solstizio d’estate. Si tratta quindi del punto d’inizio della fase ascendente del sole nel cielo esteriore e interiore, di un rinnovato “initium” che non solo per assonanza può indurci a riflettere sul tema e sui significati più ampi dell’iniziazione. O meglio ancora, della ricerca dell’iniziazione, di quel corpus o complesso di elementi dottrinali o sapienziali e rivelazioni, o più semplicemente di insegnamenti, che unitamente alle componenti operative o pratiche costituisce la chiave d’accesso al significato esoterico di realtà velate, al sacro, al misterico e all’arcano, alla conoscenza diretta di una dimensione precedentemente ignota, o appena sfiorata. In questo senso, il pontifex - il quinto arcano dei tarocchi riprodotto sulla copertina di questo quinto numero di Elixir - può rappresentare l’immagine del mediatore tra il visibile e l’invisibile, di colui che può incarnare sia un’entità fisica sia un’Idea impersonale e che esprime una realizzazione possibile su vari piani, in grado di stabilire un ponte tra il mondo exoterico e l’esoterico, tra il visibile e l’invisibile, tra l’umano e il divino.
Iniziazione, in termini molto semplici, è il passaggio da una condizione di non-conoscenza a un primo livello di conoscenza, il che non significa automaticamente e semplicisticamente apprendimento. Un individuo capace di leggere la musica, rispetto a chi non la comprende, può essere considerato per certi aspetti e nel settore specifico un “iniziato”, che progredendo può imparare a suonare uno o più strumenti e, se costante, dotato di talento e di quel pizzico di fortuna, sempre necessaria, evolvere ulteriormente e diventare infine un maestro. Alcuni soggetti straordinari, forse predestinati, raggiungono infine il genio e l’immortalità. L’esempio è valido, almeno in parte, anche per il ricercatore ermetico, ma è facile obiettare che mentre per la musica o altre nobili discipline dell’arte e dello scibile esistono scuole accreditate e validi maestri, riconosciuti tali dal mondo accademico e dalla critica ufficiali, altrettanto non può dirsi, utilizzando gli stessi parametri, per la scienza e l’arte dell’Arcano. L’occulto è tale per definizione, e in un’epoca in cui tutto è disponibile per tutti, sembra impossibile che non esista un mezzo per conseguire in breve tempo e magari a buon mercato la tanto agognata iniziazione, questa “anacronistica” araba fenice che per fortuna possiamo ancora considerare tra i rarissimi valori che ancora resistono incontaminati al culto dilagante della contraffazione sistematica, all’azione erosiva di dittature consumistiche, di spiritualismi contingenti e di mode o tendenze culturali.