Paolo Lucarelli, torinese, é nato nel 1940 e deceduto il 13 Luglio 2005. Studioso della tradizione alchemica ed ermetica, ha collaborato a molte riviste di studi esoterici e tradizionali ed ha tradotto opere di autori alchemici. Ha curato, per le edizioni Mediterranee, la Biblioteca Ermerica (tra le tante perle, la traduzione, l`introduzione e il commento della Turba dei Filosofi di Arisleo). Ha accettato con cortesia di rispondere ad alcune domande sulla natura e sulla sopravvivenza di quell`antica e nobilissima tradizione spirituale.
IL SUO INCONTRO CON LA TRADIZIONE ERMETICA?
Quando ero bambino, ebbi una malattia molto seria e per quasi due anni rimasi praticamente confinato in casa. Fortunatamente guarii, ma – durante i lunghi periodi di immobilità, e per vincere la noia – cominciai a leggere tutto quanto trovavo a portata di mano. Mi imbattei in cose molto strane: magia, saghe nibelungiche, temi vicini all’occultismo, e andai avanti nelle letture e nello studio in modo molto casuale. Mi interessavano particolarmente l’astrologia e la magia, tematiche – direi – quasi più “normali”, nel senso che sono quelle di cui si legge maggiormente.
Riflessioni sulle forme di iniziazione – la dimensione spirituale - I Riti - Kremmerz
"Fu così che perduto il Tao venne poi la virtù, perduta la virtù venne poi la carità, perduta la carità venne poi la giustizia, perduta la giustizia venne poi il rito: il rito è labilità della lealtà e della sincerità e foriero di disordine. Chi per primo conosce è fior nel Tao e principio di ignoranza. Per questo l'uomo grande resta in ciò che è solido e non si sofferma in ciò che è labile, resta nel frutto e non si sofferma nel fiore. Perciò respinge l'uno e preferisce l'altro".(Lao-Tzu)
All'interno della letteratura ermetica la fisiologia occulta dell'uomo è stata generalmente suddivisa in corpo fisico, animico e spirituale o anche in saturnio, lunare, mercuriale e solare. In questa sede faremo riferimento ad una ripartizione tutta orientata a comprendere l'essenza del rituale teurgico.
L’Equinozio d’Autunno ricopre un’importanza capitale nell’ambito dello sviluppo ciclico del cosmo, segnando il momento critico in cui la luce manifesta viene progressivamente limitata e ridotta rispetto all’avanzare dell’oscurità, così, come, in maniera speculare, il corrispondente periodo primaverile sancisce il rinnovato primato del chiarore aurorale rispetto al crepuscolo. Se dovessimo instaurare un’analogia tra l’anno ed il giorno, potremmo evidenziare come la primavera è correlata con l’alba, quanto l’autunno al tramonto. Tale corrispondenza è, però, valida nell’ambito naturale e di una ritmicità connessa con ciò che è manifesto. Quale il rapporto del microcosmo, specificatamente umano, rispetto a tali riferimenti macrocosmici? Come ci insegna Alfredo Cattabiani, l’equinozio d’autunno in realtà costituisce una fase di equilibrio tra la dimensione solare e quella ctonia, non casualmente sotto la tutela astrologica della Libra, della Bilancia, in cui il rapporto tra luce ed ombra, anagogicamente e spiritualmente, trova la propria autentica profondità nell’inversione del simbolismo naturale:
alle ore 16 presso la libreria La nuova Controcorrente via Carlo De Cesare 11, Napoli (una traversa della centrale Via Toledo, vicino Piazza del Plebiscito)
conferenza a cui parteciperanno i seguenti relatori: