Nel lungo cammino o meglio, nel viaggio che conduce verso le regioni apparentemente immote della struttura sottile, del cerebro e di tutti i meccanismi che sottendono all’evoluzione della mente e delle sue capacità nascoste, si cela quel quid inafferrabile che è alla base di qualsivoglia progresso. Inafferrabile non vuol dire irraggiungibile, anche se l’aspetto più riservato, per così dire, rientra nel Mondo delle Cause e pochissimi o forse nessuno sono riusciti in vita a penetrarvi. La macchina umana è sorprendentemente straordinaria nonostante i limiti che la materia stessa gli impone. Riuscire a bypassare questo cerbero guardiano che custodisce il passaggio verso il regno più alto, significa apprendere oltre i confini imposti dalla materia, purificandosi al contempo dalle scorie che inquinano e rendono inattivo l’autentico “sentire”.
Da sempre l’Egitto esercita un irresistibile fascino sulla cultura occidentale. Un fascino che, nonostante lo scorrer dei secoli, si è praticamente mantenuto intatto, producendo degli interessanti lasciti culturali di cui, almeno la cultura ufficiale, non si è mai voluta occupare a sufficienza. Una delle località-simbolo di riferimento di queste influenze e delle relative contaminazioni culturali, è situata proprio in Italia, in quel di Napoli ed ha come proprio epicentro geografico, tutta la zona circostante Piazza Nilo. “Neapolis/Napoli” sorse quale colonia della Magna Grecia e, in virtù di quel processo di sincretismo culturale ed interscambio che, in Età Ellenistica, trova il proprio momento di massimo fulgore , importa il culto della Dea Egizia Iside all’interno della propria “koinè” culturale, in questo seguendo un tendenza che aveva avuto i propri prodromi nel V/VI sec. AC in località di ambito italico quali Palestrina e che avrebbe conosciuto una ulteriore espansione in Età Romana, nelle nuove città della Gallia romanizzata, quali “Par-Isis/Parigi”.
Come spiegato nel precedente articolo, il verbum è in grado di risvegliare le sottili forze magiche deputate all’atto generativo. Questo elemento realizzante fa capo a determinate condizioni interiori connesse con l’apparato cerebrale, in concomitanza con la ghiandola pineale. Nell’uomo riconosciamo tre abbozzi, per così dire, che concorrono a formare l’apparato pineale, di cui solo l’Epifisi presenta un ampio sviluppo. Oggi è noto che quest’organo influisce e agisce sulle ghiandole genitali (ghiandole esocrine). Nella testa, dunque, l’intero encefalo potrebbe essere considerato alla stregua di un feto in gestazione.