Il Libro di Ak Z Ur - Tavole Sinottiche - Auri Campolonghi: Glosse al Libro di Ak Z Ur - In appendice:Due interviste a Giammaria. Edizioni Rebis, 156 pagine, € 20,00.
Dopo i Dissertamina e l’Epistolario filosofico di Marco Daffi, gli Atti del Corpo dei Pari e le Novelle Cabalistiche di Ur Aza, Il Libro di Ak Z Ur continua quel filone ermetico-alchimico che caratterizza la collana ove esso appare. Ma, se i testi già pubblicati propongono alcuni aspetti singolari dell’ermetismo stesso: da una visione così caratteristica e personale quale appare nei due volumi del Daffi, ad un aspetto impensato della vita “occulta” di una città (Genova) come emerge dagli Atti, nonché alle interessanti ed “uniche” esperienze di Ur Aza, una delle rare donne autenticamente e seriamente impegnate nell’opus, il Libro di Ak Z Urriveste un’importanza fondamentale perché propone quella che potremmo definire una completa visione d’insieme dell’ermetismo alchimico.
È un dato storicamente acclarato che alla sua morte verificatasi il 7 maggio del 1930, Giuliano Kremmerz non abbia lasciato mandato alcuno per la prosecuzione della propria Schola iniziatica. Perciò, tutti i tentativi messi in atto al fine di perpetuarne gli insegnamenti, rappresentano iniziative personali - nobili e meno nobili - che mostrano relativi addentellati con i reali intendimenti del Mago di Portici. Coloro che affermano il contrario, o sono cattivi conoscitori delle vicende storiche della S.P.H.C.I., oppure aderiscono ad una visione tesa ad evocare fantasmagorie afilologiche che, in quanto tali, appartengono al ‘visionarismo’ della magia, per altro lontanissimo dagli intenti di chi scrive. Nella celebre lettera del 1929 indirizzata al prof. Ercole Quadrelli, il Kremmerz auspicava, del resto, una profonda riforma della Myriam che transitasse per una ricostruzione, in senso pitagorico, delle accademie. Il Maestro dovette verosimilmente profondmente meditare sull’insuccesso di una scuola esoterica, il cui ingresso ai gradi inferiori poteva essere garantita a tutti.
Dopo aver analizzato nella prima parte del nostro scritto quale fosse il reale collegamento che vi era tra gli insegnamenti e le dottrine magiche di Ur rispetto al mondo arcaico della Paganità e nello specifico della sacralità romana, è d’uopo che tale relazione possa essere sviscerata anche in relazione a ciò che si intese rivivificare, dopo il secondo conflitto mondiale, nell’ambito dei sodalizi politici e tradizionali. E’ necessario, però, una doverosa puntualizzazione: i gruppi, le personalità che spesso si associano alla cosiddetta via romana agli Dei non sono stati gli unici veicoli tramite cui una certa visione del mondo si è perpetuata e ciò non necessariamente in ambito connesso con la politica.