Editore: Controcorrente pp. 238, tavv. b/n f. t., Napoli
Aristotele spiegava che nei misteri non si tratta di apprendere ma di provare un intenso stato interiore. Per gli antichi il sapere astratto, cerebrale, non aveva molto senso. Il Sapere era davvero tale solo se investiva la totalità della vita e della natura dell’uomo e lo trasformava. Era appunto questo il fine dei Misteri: che l’uomo, per effetto della Conoscenza, divenisse completamente diverso da ciò che era prima, quando ne era privo. Questa istanza di nobilitazione e di elevazione era il filo d’oro che univa le spiritualità misteriche del mondo antico, al di là delle varie forme rituali e delle vie praticate per conseguire l’unione col diviso: dai misteri di Eleusi a quelli di Apollo, dalla corrente orfica a quella dionisiaca, dai Misteri di Samotracia a quelli di Cibele e Attis. Fino ai misteri di Iside e Osiride, per giungere ai Misteri pagani nel rinascimento. Adoperando il metodo “tradizionale” che privilegia l’attenzione per il mito e il simbolo, e integrandolo con l’approccio alle fonti secondo il metodo scientifico, l’Autore legge i miti fondanti delle diverse correnti misteriche sotto l’aspetto dell’interiorità dell’uomo. Nel capitolo finale è affrontato il tema della possibile attualizzazione del retaggio misterico in forma adatte alla mutata costituzione interiore e mentale dell’uomo occidentale contemporaneo, richiamandosi alla lezione di Rudolf Steiner e alla Via del Pensiero Vivente.
La biografia di Stanislas de Guaita scritta dal suo fedele segretario. Uno dei personaggi più noti e influenti del panorama esoterico occidentale. Nel 1888 fondò l’Ordine Kabbalistico della Rosa+Croce al quale aderirono gli studiosi più noti dell’epoca, Peladan, Papus, Sedir, Marc Haven. Autore di opere importanti, aveva un solo obiettivo, che è quello di tutti gli iniziati, la scoperta della propria natura e il lavoro. Prima di passare alla ’pratica’ bisognava però avere delle forti nozioni ’teoriche’. Ecco il segno che lasciò questo grande Maestro del passato: un sistema che diventa ’dottrina’, una strada che si può percorrere con fiducia, alla ricerca di un ’Segreto’ che è sempre stato nei nostri cuori, nostra intima speranza e nostro ultimo obiettivo.
Mauro Cascio trasporta il lettore in un viaggio all'interno dell'alchimia e della Spagiria.
La Spagiria constatando che tutto ciò che è osservabile è simbolico afferma che è vero anche il contrario, cioè che tutto ciò che è simbolico è osservabile e che di conseguenza l'archetipo degli archetipi fatto sensibile, Simbolo supremo del simbolo, cioè l'Unità, è osservabile e che l'uomo può contemplare l'incarnazione del Logos nella materia.
Eccolo qua, il nostro uomo: sa provare il sentimento dell'onnipotenza e dell'infinito e poi deve fare i conti con la morte. E questo vuole essere un percorso storico, simbolico ed 'esoterico' alla ricerca dell'antica religione presente nell'umanità fin dalla notte dei tempi. Inevitabile partire da Atlantide riferendosi al Timeo e a Clizia di Platone e all'immane catastrofe che si abbatté sull'umanità! Una civiltà Atlantidea conosciuta e raccontata a Clizia anche dai Sacerdoti del Tempio Egiziano di Sais. Atlantide è un mito che ha forse una sua origine nella realtà, diventando il mito tramandato attraverso leggende e rituali dai popoli superstiti all'immane catastrofe. La ricerca entra quindi nel tema della religiosità dei prima civiltà nota alla storia: quella dei sumeri trasmessa anche agli Egizi per giungere agli Ebrei e al Cristianesimo e infine ad ordini iniziatici di tutti i tempi compresa la moderna Massoneria.